🍅🌿 Un viaggio emozionale tra tradizione, ricordi e piatti che profumano d’infanzia

Il Salento non è solo una cartolina dal mare cristallino, ma un libro di ricette vivente dove ogni piatto sussurra storie di nonne affaccendate, di raccolti generosi e di tavole imbandite con quel poco che la terra donava.

Oggi vi portiamo per mano in un viaggio nostalgico tra i sapori che hanno nutrito generazioni, quelli che ancora oggi fanno brillare gli occhi a chi li assapora. E, soprattutto, vi sveliamo dove trovarli ancora autentici.


🍯 Dolci della Memoria: Quando il Miele Era Oro

1. Le “Fiche nnuttate” (Fichi con Mandorle) 

“Li ricordo ancora nelle ceste di vimini di nonna…”
Fichi essiccati al sole d’agosto, farciti con mandorle tostate e aromatizzati con scorza d’arancia o cannella. Erano l’energia dei contadini, il dolce delle feste povere.

📍 Dove trovarli oggi:

  • Pasticceria “De Vito” a Maglie (qui li fanno come 100 anni fa)
  • Mercatino di Campi Salentina (il sabato mattina, cercate le signore con le ceste di vimini)

2. La Cotognata 

“Quella crosticina zuccherata che si scioglieva in bocca…”
Marmellata di mele cotogne addensata e tagliata a rombi, un dolce medievale che profuma di spezie e ricordi. Si conservava per mesi nelle credenze di latta.

📍 Dove assaggiarla:

  • Antico Forno Santa Rita a Lecce (ancora invecchiata nelle scatole di legno)
  • Pasticceria Ascalone (la versione con i petali di rosa)

3. Le Carteddate e li Purceddhuzzi 

“Natale non era Natale senza il loro profumo di vincotto…”

  • Carteddate: strisce di pasta fritta a forma di rose, immerse nel vincotto
  • Purceddhuzzi: piccoli gnocchetti fritti nel miele (simbolo di abbondanza)

📍 Dove trovarli:

  • Pasticceria “La Deliziosa” a Galatina (li preparano ancora con il matterello di legno)
  • Forno “Da Mimino” a Cursi (specialità natalizie)

🥘 La Cucina dei Giorni di Magro: Poesia della Semplicità

1. La Pignata di Legumi 

“Quella pentola di terracotta che cuoceva per ore nella brace…”
Fave, cicorie e patate cotte nella pignata (vaso di terracotta) che donava un sapore unico. Si mangiava con il pane raffermo intinto.

📍 Dove provarla:

  • Trattoria “Lu Stazzu” a Presicce (servita in vere pignate antiche)
  • Masseria “Li Veli” (con legumi del loro orto)

2. L’Acqua e Sale 

“La merenda dei bambini poveri, ma quanto era buona…”
Pane caserezzo strofinato con pomodoro, bagnato con acqua di mare e olio. La versione originale della bruschetta!

📍 Dove assaggiarla:

  • Panificio “Forno Antico” a Lecce (con pane cotto a legna)
  • Lido “La Pescatora” a Torre dell’Orso (servita con pomodori cornicione)

🍷 Dove Ritrovare l’Anima Antica del Salento

Le Osterie che Resistono al Tempo:

  • “Angiulino” a Otranto 🐟 (qui la “taieddhra” è ancora fatta come negli anni ’50)
  • “Le Zie” a Lecce 👵 (pasta fatta a mano e storie di famiglia)

Le Masserie che Custodiscono la Tradizione:

  • Masseria “Torre Maizza”  (cene a lume di candela con menu storici)
  • Masseria “Uccio” (laboratori di cucina con le nonne salentine)

💭 Un Pensiero per Chi Legge…

“Quanti di voi ricordano il profumo delle fiche nnuttate appese al soffitto della cantina? O il rumore della pignata che bolliva lentamente? Questi sapori non sono solo cibo, sono frammenti di anima salentina.

E mentre il mondo corre, in questi angoli di Salento il tempo ha ancora il sapore delle cose fatte come una volta…”

📢 Diteci nei commenti: Quale di questi sapori vi emoziona di più?

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